Dalla ricerca di sé alla ricerca dell’essenza del vivere: Semi da coltivare per il Bene Essere.
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Seconda parte: il Copione della sofferenza ulteriore

SECONDA PARTE

 

COME SI SVILUPPA IL COPIONE DEL FILM CHE SOSTIENE E DÀ SENSO ALLA SOFFERENZA ULTERIORE.

 

 

 

 

Indice

 

  1. Introduzione: Copione: non solo patologia
  2. Lo sviluppo del Copione patologico: schema
  3. Le diverse rappresentazioni dell’esperienza traumatica
  4. Il prisma e le mappe
  5. Esempi di copione
  6. Dal punto di vista del bisogno di Amore
  7. Dal punto di vista del bisogno di Libertà
  8. Dal punto di vista del bisogno di Fiducia nelle proprie capacità
  9. Dal punto di vista del bisogno della Sicurezza
  10. Dal punto di vista della difesa

 

 

  1. INTRODUZIONE

 

Il copione della nostra vita lo scriviamo da piccoli. Non dobbiamo immaginare che questa sceneggiatura sia solo patologica. Il bambino si interroga sul suo futuro e costruisce aspettative a prescindere dai danni più o meno gravi di cui stiamo parlando. Il motore di questo sguardo rivolto al futuro è nella pulsione evolutiva, nella spinta a crescere di cui abbiamo parlato. Così come esiste una sofferenza “normale”, fisiologica che può essere utile, esiste un naturale processo di “programmazione” della nostra vita. Sempre con quella mente impreparata e sognante di cui ho parlato. Per cui anche qui da piccoli ci saranno sogni ad occhi aperti per il proprio futuro, non realistici, che spesso potranno portare a frustrazioni.  Quello che fa la differenza è l’elasticità, la possibilità di modificare questa programmazione in itinere.

In questo articolo invece metterò a fuoco i copioni più o meno patologici, la cui caratteristica è proprio la rigidità. La falsa credenza crea un giro vizioso che impedisce di evolvere e cambiare.           

  

  1. LO SVILUPPO DEL COPIONE: SCHEMA

 

Dalla falsa credenza si snocciola la scrittura del film: in AT si parla del Copione di vita. Mi piace la visione che ne aveva Carlo Moiso. Nello schema seguente attingo abbondantemente da lui, anche per come è rappresentato nella bella sintesi del libro : “bisogni spezzati – bisogni ritrovati” scritto da colleghi che ne hanno voluto celebrare il pensiero.

 

 

 

 

 

 

Questo schema, come gli esempi di copione che seguiranno possono essere attivi in diverse intensità di sofferenza ulteriore. Tanto più selettiva e limitata è la falsa credenza e quindi la inibizione di un bisogno naturale, tanto meno sarà devastante e pervasiva la drammaticità del copione. Da cosa dipende questo? Dalla intensità dell’ostilità dell’ambiente verso quel bisogno, ma forse più ancora dal momento evolutivo in cui si presenta. Ad esempio, una cosa è che un bambino si renda conto che l’intimità che richiede non è gradita nel contesto di una più generale accettazione, un’altra è quando è rifiutato il contatto in un’età più precoce, in cui quella mancanza di contatto diventa mancanza di protezione e quindi minaccia alla sopravvivenza.

 

 

  1. LE DIVERSE RAPPRESENTAZIONI DELLA ESPERIENZA TRAUMATICA

 

Nella prima parte ho fatto riferimento alle diverse aree pulsionali e agli istinti di sopravvivenza come ai motori della nostra vita. Abbiamo visto come da queste “energie” si differenzino nei primi anni di vita i bisogni più specifici. Ho individuato nella ostilità verso un bisogno il punto di partenza perché si formino false credenze che danno inizio al copione. Lo schema precedente mette in evidenza il processo. Non entra nel merito dei contenuti. Che forma prende questo processo se il bisogno rinnegato è x o y? Come cambia la “narrazione” del Film in base al contenuto della falsa credenza? 

Più avanti farò molti esempi che entreranno proprio nel merito di queste narrazioni. Esempi che partiranno da una specifica falsa credenza.

Prima però è necessario riprendere il concetto di “mappe” a cui ho accennato nella prima parte. Il bambino riporta continuamente le sue esperienze nelle mappe che usa per muoversi nel mondo. Non c’è una mappa sola. Ogni evento viene rappresentato in diverse mappe. Ognuna con un punto di vista diverso. Un raggio di luce che attraversa un prisma rivela diversi colori. Uno stesso evento viene percepito dal particolare punto di vista delle nostre aree pulsionali ed istinto di sopravvivenza.  

Per essere più concreto, ogni evento viene “visto” da una particolare angolazione: dal punto di vista del bisogno di SICUREZZA – dal punto di vista del bisogno di AMOREdal punto di vista del bisogno di LIBERTA’ – dal punto di vista del bisogno di FIDUCIA in sé.

Esempio: Un bambino in ansia tende le braccia per essere preso in braccio. Avverte ostilità per questo. Questo evento può prendere senso in diversi modi. Da una parte in termini di SICUREZZA: “non posso contare sull’aiuto”. Dal punto di vista dell’AMORE: “Se chiedo si allontanano”. Dal punto di vista della identità (LIBERTA’): “non piaccio fragile”. Dal punto di vista della FIDUCIA in sé: “Non ce la faccio da solo”.

 

 

  1. IL PRISMA E LE MAPPE

 

 

  1. ESEMPI DI COPIONE

 

Qui di seguito farò diversi esempi di possibili copioni. Mi ispiro al lavoro di John McNeel sulla “diagnosi delle ingiunzioni” interpretandolo a modo mio.

Comincerò con esempi che riguardano le pulsioni dell’attaccamento e della Individuazione. Come ho già detto non c’è una senza l’altra. Sono due tensioni opposte che cercano un equilibrio. Con questi esempi vediamo come le false credenze ostacolano la ricerca di una armonia tra bisogno di Amore e bisogno di Libertà. E’ realistico che questa ricerca sia perenne, dato che tutti noi cresciamo e cambiamo. Invece le false credenze impediscono questa ricerca fissando un unico “equilibrio” possibile che inevitabilmente porterà a confermare la falsa credenza. 

Vi ricordo che le parole che seguono non vanno lette come se fossero pensieri. Vogliono evocare atmosfere, vissuti, immagini, sensazioni.

I “copioni” si leggono verticalmente, ma ognuno può trovare le proprie “caselle” personalizzate: ad una “esperienza infantile traumatica” può corrispondere una “falsa credenza disperata” messa in una altra colonna o una diversa “decisione difensiva ribelle”, ecc.           

6. ESEMPI DI SVILUPPI COPIONICI RAPPRESENTATI DAL PUNTO DI VISTA DEI BISOGNI DI ATTACCAMENTO>>>AMORE

  1. ESEMPI DI SVILUPPI COPIONICI RAPPRESENTATI DAL PUNTO DI VISTA DEI BISOGNI IDENTITARI>>>LIBERTA’

  1. ESEMPI DI SVILUPPI COPIONICI RAPPRESENTATI DAL PUNTO DI VISTA DEI BISOGNI EVOLUTIVI>>>FIDUCIA NELLE PROPRIE CAPACITA’

  1. ESEMPI DI SVILUPPI COPIONICI RAPPRESENTATI DAL PUNTO DI VISTA DEI BISOGNI DI SOPRAVVIVENZA>>>SICUREZZA

Sono esempi di copione in cui il trauma è più profondo e pervasivo. Vissuto in genere molto precocemente, quando gli strumenti neuropsicologici e la differenziazione del sé sono ancora molto grezzi. Il rifiuto è percepito verso la propria presenza nel mondo. Sono Destini infausti.  

 

Gli esempi seguenti hanno un senso diverso. Il libero accesso alla soddisfazione del bisogno non è “rinnegato” a causa della ostilità dell’ambiente. E’ sacrificato perché impedisce di difendersi. Nella logica del copione lasciarsi andare alle gioie della vita diventa pericoloso. Bisogna stare in guardia altrimenti si precipita nell’angoscia di altre false credenze disperate.  

Ho messo questi esempi dopo quelli più infausti, legati alla sopravvivenza, proprio perché nella pratica spesso sono connessi.  In questa tabella le frasi proposte nella “percezione di sé copionica” rendono bene l’idea dei vari modi in cui ci “difendiamo”.  

 

  1. ESEMPI DI BISOGNI NATURALI SACRIFICATI PER EVITARE L’ANGOSCIA CONNESSA ALLE FALSE CREDENZE DISPERATE

 

 

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