Dalla ricerca di sé alla ricerca dell’essenza del vivere: Semi da coltivare per il Bene Essere.
Email info@francescodrigo.it
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LA PROPOSTA DI ANTONIO FICAROLA

Due parole sul mio amico e collega Antonio Ficarola.

Più di 40 anni fa, in un appartamento di studenti universitari a Roma: “Antonio, facciamo due passi?” “Si!”; “Andiamo al cinema?” “Perché no?”. “Mi spieghi questa cosa?” “Ok!”.

Antonio che suona “Asturias” alla chitarra classica o canta De Andrè. Antonio che cita a memoria versi in latino o brani di letteratura, Dante, Petrarca, Leopardi…

Quando lo conobbi veniva da pensare che come minimo aveva fatto il Liceo classico. No, ha fatto il perito chimico, ma aveva ed ha ancora il vizio di essere un cervellone. Io stavo studiano Psicologia e lui Biologia. Poi, così, per approfondire, mentre già insegnava, si è preso la Laurea in Medicina. Poi, così, siccome gli interessava, ha preso una specializzazione in psicoterapia (che abbiamo frequentato insieme negli anni 80). E via così. Un multiforme ingegno. Un uomo rinascimentale, curioso a 360 gradi.

Quello che presenta qui è il suo terzo libro. Prima nella sua veste di insegnante e psicoterapeuta ha scritto: “La scuola sul ponte – teorie psicologiche e analisi del disagio” (Edizioni Albatros). Poi nella veste di medico e psicoterapeuta ha scritto: “L’alleanza e l’inganno, relazioni che curano e guarigioni negate (casa editrice KIMERIK). Ed ora “Tra destino e scelta: percorsi di un nuovo progetto di vita” che tra poco vi presenterà.

I suoi libri sono rappresentativi della sua visione filosofica della scienza. Colloca rispettosamente il suo pensiero scientifico nel mistero della nostra esistenza. Abbiamo tanto in comune. Eppure non è la stima (grande) che me lo fa essere amico. Non si può non voler bene ad Antonio. Questa è una cosa interessante per noi “cercatori di bene essere”. Cosa fa Antonio per favorire il bene essere delle persone? Boh.

Il suo libro, tra l’altro, pone la questione della “libertà” dai condizionamenti del passato. Sicuramente l’esercizio di questa libertà tra il vecchio ed il nuovo è una azione necessaria nella ricerca del proprio bene essere.

                                                                                                                                         Francesco Drigo

 

 

Caro lettore,

Ho condiviso con Francesco Drigo  molte esperienze formative nel training di formazione didattica e condivido tuttora una lunga e profonda amicizia.

Ritengo, sulla scia di Francesco, che il “bene essere” si possa raggiungere attraverso il concorso di varie attività, culturali, professionali, teorico esperienziale, ecc..

Pertanto propongo in questo sito la lettura del mio ultimo libro, corredandolo di una breve presentazione.

 

 

 

Meglio ancora se alla lettura potesse seguire un dibattito o, comunque uno scambio di riflessioni.

Mi permetto allora di soffermarmi sulla nozione di  “bene essere” introdotta da Francesco, per enuclearne alcuni significati, utili nella comprensione del libro e di se stessi.

In questo contesto “bene essere” non è solo la singola situazione in cui ci sentiamo bene, rilassati e in sintonia con noi stessi, e neanche l’ideale e illusoria situazione di perenne assenza di sintomi fisici e psichici.

Il significato di “bene essere” che si astrae dal libro è la condizione esclusivamente personale di percepita libertà di gestire se stessi momento per momento, che consentirà gradualmente di ottenere una “base sicura” dentro di sé, con cui affrontare gli aspetti esistenziali dello scorrere della vita.

Una tale condizione di libertà personale deriva ovviamente dalla propria capacità di responsabilizzarsi nel rispondere a eventi interni e sociali esterni e non dall’attribuire la propria risposta solamente a fattori ambientali o al caso.

E’ qui che ritroviamo il nostro potere di attori e autori della nostra storia, in un continuo dialogo con “parti” di noi spesso sconosciute. Ed è qui, purtroppo, che incontriamo stereotipi culturali che ci remano contro.

Mi riferisco soprattutto a una cultura di stampo medico che offre una visione dell’Uomo completamente vittima dei suoi ormoni e della sua genetica, “macchina impersonale”, senza storia, che si inceppa per caso.

 

Al contrario, la trattazione del libro si avvale della mia esperienza in ambito psicoterapeutico, relativa al “come” ogni essere umano elabori inconsapevolmente e “personalmente”, fin dalla nascita, un proprio progetto di vita.

Soggetto alle influenze di una propria costituzione genetica e a quelle di un ambiente sociale e culturale, un tale progetto non può mai ritenersi definitivo, anzi può essere rivisto alla luce di una consapevolezza personale sempre maggiore, raggiunta attraverso processi psicologici naturali di crescita che portano a una integrazione della persona.

La mia tesi è che l’integrazione raggiunta possa arrivare a “scavalcare” lo stesso programma genetico e a decondizionare dalle influenze culturali per permettere che si realizzi il personale progetto di vita. A sostegno di tale tesi, riporto osservazioni derivate da “casi clinici” trattati e dalle teorie psicoanalitiche, classiche e più recenti, oltre che dalla psicologia relazionale e dalle neuro-scienze.

Il mio scopo è offrire al lettore la speranza data da un potere personale nell’indirizzare  la propria storia personale verso un’auto-guarigione, ma anche verso una responsabilità nel seguire un proprio progetto esistenziale. 

Nel perseguire tale obbiettivo faccio mio un aforisma di Jung: “Rendi conscio l’inconscio, altrimenti sarà esso a determinare la tua vita e tu lo chiamerai destino”.

 

                                                                                           Antonio Ficarola     

                                                                                        Cell.: 3286223211  

                                                                             Via dei Volsci 125 A1  04100 Latina                                                                                            

                                                                                     antoficar@libero.it

 

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